Campo Felice: sette anni di cammino insieme tra scuola, montagna e cittadinanza attiva
14 ottobre 2026
Si è svolta il 14 ottobre 2026, nella splendida cornice di Campo Felice, nel cuore del Parco Naturale Regionale Sirente-Velino, la settima edizione dell'escursione realizzata grazie alla consolidata collaborazione tra il Liceo Anco Marzio di Ostia e il Club Alpino Italiano - Sezione di Roma, CAI Scuola.
Ben cento studenti del Liceo, accompagnati dai docenti e dagli accompagnatori del CAI, hanno percorso il suggestivo itinerario del Passo del Morretano, vivendo una giornata caratterizzata da un cielo terso, aria limpida e vento vivace che ha esaltato i colori di uno dei foliage più spettacolari degli ultimi anni.
L'altopiano di Campo Felice si è presentato in tutta la sua straordinaria bellezza: vaste praterie circondate dalle cime del Monte Rotondo, del Monte Cagno e del Monte Ocre, faggete vestite d'oro, sfumature color rame e rosso bruno che si alternavano al verde intenso dei pini montani. I raggi del sole filtravano attraverso i boschi creando un'atmosfera quasi fiabesca che ha lasciato senza parole studenti e docenti.
Durante il cammino, numerosi cavalli allo stato brado pascolavano liberamente sull'altopiano, avvicinandosi curiosi ai ragazzi che, entusiasti e affascinati, hanno potuto osservare da vicino uno degli aspetti più suggestivi della vita nelle terre alte dell'Appennino.
L'escursione si è trasformata in una vera e propria lezione a cielo aperto, nella quale la natura, la storia e la cultura del territorio sono diventate strumenti privilegiati di apprendimento.
La prof.ssa Maria Antonietta Tria ha guidato gli studenti alla scoperta degli aspetti geologici dell'altopiano, illustrando i fenomeni del carsismo, la formazione delle doline, il ruolo degli inghiottitoi e delle cavità sotterranee che caratterizzano questo ambiente unico. Con esempi concreti e osservazioni dirette del territorio, i ragazzi hanno compreso come l'acqua, nel corso di milioni di anni, abbia modellato la roccia calcarea creando paesaggi di straordinario interesse scientifico.
Grande interesse ha suscitato la spiegazione del celebre Pozzo di Campo Felice, uno dei più importanti inghiottitoi della zona, attraverso il quale le acque superficiali scompaiono per alimentare sorgenti che riemergono a molti chilometri di distanza. Un fenomeno che ha permesso agli studenti di comprendere il delicato equilibrio tra geologia, idrologia e biodiversità.
Nel corso delle soste sono stati approfonditi anche gli aspetti storici, antropologici ed economici di queste montagne. Attraverso il racconto della transumanza, gli studenti hanno scoperto il ruolo fondamentale che l'altopiano ha svolto per secoli nella vita delle comunità pastorali abruzzesi. Le greggi attraversavano i grandi tratturi che collegavano l'Appennino alle pianure pugliesi, dando vita a un sistema economico e culturale che ha plasmato tradizioni, usanze, paesaggi e modi di vivere.
Particolarmente apprezzato è stato l'approfondimento dedicato agli antichi casoni in pietra, i caratteristici rifugi dei pastori costruiti a secco, testimonianza di una sapienza costruttiva tramandata nei secoli. Gli studenti hanno potuto comprendere come la montagna sia stata per lungo tempo un ambiente vissuto, lavorato e custodito da generazioni di uomini e donne che hanno saputo instaurare un rapporto equilibrato e sostenibile con la natura.
Non sono mancati i racconti e le leggende che da sempre accompagnano questi luoghi. I ragazzi hanno ascoltato la suggestiva storia del cavallo di Re Manfredi, il destriero che, secondo la tradizione popolare, avrebbe salvato il sovrano dalle insidie delle voragini carsiche nascoste dalla nebbia, indicando una via di fuga sicura tra le montagne. Allo stesso modo, è stato ricordato il periodo in cui queste terre rappresentavano una difficile zona di confine tra Stati diversi, rifugio di briganti che sfruttavano boschi, grotte e sentieri nascosti per sfuggire agli inseguitori.
L'attenzione è stata rivolta anche alla tutela della biodiversità. Sono stati illustrati gli habitat del lupo appenninico, del cervo, del capriolo, dell'orso bruno marsicano e dei grandi rapaci che sorvolano il massiccio del Sirente-Velino, come l'aquila reale e il grifone. Gli studenti hanno inoltre appreso l'importanza di rispettare le specie vegetali protette presenti nel Parco e di riconoscere alcune piante potenzialmente pericolose, comprendendo come la conoscenza rappresenti il primo strumento di tutela dell'ambiente.
Un aspetto particolarmente significativo emerso durante la giornata è stata la maturità dimostrata dagli studenti. Ormai consueti a queste esperienze escursionistiche, grazie a un percorso educativo costruito nel tempo, i ragazzi hanno affrontato il cammino con spirito di collaborazione, senso di responsabilità, attenzione per l'ambiente e rispetto delle regole. Hanno ascoltato con interesse le spiegazioni, osservato il territorio con curiosità e partecipato attivamente alle attività proposte, dimostrando una crescente consapevolezza del valore del patrimonio naturale e culturale che li circonda.
Questo atteggiamento rappresenta un segnale importante e incoraggiante per il futuro. In un'epoca in cui le sfide ambientali richiedono cittadini sempre più consapevoli, esperienze come questa contribuiscono alla formazione di una solida coscienza ecologica e naturalistica, fondata sulla conoscenza diretta dei luoghi e sul rispetto della loro fragilità.
Ma il risultato più prezioso di queste escursioni va oltre l'apprendimento scientifico o storico. È la nascita di un autentico amore per le terre alte, per i loro paesaggi, i loro silenzi, la loro biodiversità e le loro tradizioni. Gli studenti hanno compreso che la montagna non è soltanto uno spazio da frequentare, ma un patrimonio da custodire.
Proteggere la Natura significa infatti proteggere anche la cultura e l'economia tradizionale che da secoli caratterizzano questi territori. Significa difendere la memoria dei pastori, dei tratturi, dei borghi montani, delle pratiche agricole e pastorali che hanno modellato il paesaggio e contribuito a costruire l'identità del nostro Paese. Si tratta di un patrimonio materiale e immateriale che rende l'Italia unica nel mondo e che merita di essere conosciuto e tramandato alle nuove generazioni.
Un sentito ringraziamento va al Presidente della Sezione CAI di Roma, Giampaolo Cavalieri, che continua a sostenere con convinzione il valore educativo della montagna quale straordinario laboratorio di crescita umana e culturale, e al Dirigente Scolastico del Liceo Anco Marzio, Dott. Maurizio Durante, promotore di una scuola aperta al territorio, alla cittadinanza attiva e all'educazione ambientale.
La loro visione educativa e il loro costante impegno rappresentano un esempio concreto di attenzione verso i giovani, nella consapevolezza che saranno proprio loro i futuri custodi del patrimonio naturale, storico e culturale del nostro Paese. Grazie a questa preziosa sinergia tra scuola e associazionismo, gli studenti imparano a riconoscere il valore del bene comune e a sentirsi parte di una comunità più ampia che comprende persone, territori, tradizioni e ambiente.
Dopo sette anni di collaborazione tra il Liceo Anco Marzio e il CAI Scuola, queste escursioni sono diventate molto più di una semplice attività didattica: rappresentano un percorso di crescita umana, culturale e civile che forma cittadini consapevoli, rispettosi dell'ambiente e profondamente legati al patrimonio delle montagne italiane.
Il lungo tratturo che attraversa Campo Felice continua ancora oggi a unire luoghi, storie e generazioni diverse. È il simbolo di un'eredità che attraversa il tempo e che affida ai giovani una responsabilità importante: quella di conoscere, amare e proteggere la Natura, affinché la bellezza delle terre alte, la loro cultura e la loro economia tradizionale possano continuare a vivere anche nel futuro.
"Camminare in montagna significa imparare a leggere il paesaggio, ascoltare la storia dei luoghi e comprendere il legame profondo che unisce uomo e Natura. È da questa consapevolezza che nasce il rispetto, e dal rispetto la volontà di custodire ciò che abbiamo ricevuto in eredità per consegnarlo intatto alle generazioni future."
La referente del progetto
Prof.ssa Verginia Bernardini




