FSL- CAI Uscita del Liceo Anco Marzio alla Montagna Spaccata 6 febbraio 2026
Tra la nebbia e una pioggerella lieve, interrotta da lunghe tregue di luce, timidi raggi di sole filtravano lungo il percorso di Monte Spaccato. Tra cavalli bianchi e marroni, crochi già prossimi alla primavera, alberi intricati, rocce e fango, trentanove ragazzi avanzavano verso l’alto: leggeri e insieme determinati, uniti dal passo, dall’ascolto e dalla presenza reciproca. Come sul colle leopardiano, anche qui un limite si frapponeva allo sguardo — non una siepe, ma la montagna stessa — e proprio quel confine invitava ad andare oltre. Oltre il crinale, oltre ciò che non si vede, si apriva uno spazio vasto, fatto di immaginazione e consapevolezza, non astratto ma vissuto, costruito passo dopo passo. Accompagnati dal CAI in questa esperienza di FSL, i ragazzi salivano non solo lungo un sentiero naturale, ma lungo una traiettoria di crescita personale e collettiva. Tra il respiro che si faceva più intenso e la fatica condivisa, declamavano Catullo, intrecciando versi antichi al presente, e parlavano di destino: di ciò che ci è dato, di ciò che possiamo scegliere, di quanto il cammino — come la vita — si costruisca nell’equilibrio tra limite e slancio. Nonostante il fango, la pioggerella e il sole appena accennato, nessuno si è lamentato: tutti hanno saputo vivere e apprezzare i momenti sereni, gustando il pasto in compagnia sull’erba del pratone, sotto il monte Gennaro. Ogni passo, tra sudore e risate sincere, scriveva nel cuore e nella mente un’esperienza destinata a restare. Non le verifiche della scuola, ma quelle più profonde dell’esistere sembravano affacciarsi all’orizzonte, mentre lo sguardo imparava ad andare oltre la montagna e oltre l’immediato. Ed è in questo che questa giornata ha trovato il suo valore più alto: nella qualità con cui tutti, indistintamente, hanno saputo esserci. Spontanei, presenti, impeccabili. Sempre corretti, attenti, rispettosi del contesto, delle persone e del gruppo. Senza ostentazione, con una naturalezza che è già forma compiuta di maturità. Questa uscita a Monte Spaccato resta così non solo come esperienza formativa pienamente riuscita, ma come esempio luminoso di come un gruppo di ragazzi possa essere, insieme, libero e responsabile, leggero e rigoroso. Che questi momenti restino per voi come una riserva silenziosa di forza e serenità, a cui tornare quando servirà ricordare che, oltre ogni montagna — come oltre una siepe — esiste sempre uno spazio più ampio in cui poter essere pienamente, da immaginare, attraversare e costruire.
La referente del progetto
prof.ssa Verginia Bernardini










